LE INTOLLERANZE ALIMENTARI

L’intolleranza alimentare, da non confondere con l'allergia alimentare, può provocare dei sintomi simili all'allergia ma in genere di una intensità minore e non immediati.

I sintomi variano veramente tanto, sono aspecifici e possono andare da un mal di testa cronico a dei disturbi gastrointestinali ricorrenti.

Elenchiamo qui di seguito i sintomi più comuni riscontrati nei pazienti affetti da intolleranze alimentari: Eruzioni cutanee, acne, prurito, inappetenza, nausea, stanchezza cronica, insonnia, aumento di peso, ritenzione idrica, cefalea, disturbi gastroenterici aspecifici come bruciori gastrici, crampi addominali, diarrea, stitichezza, meteorismo, gonfiore addominale, ma anche disturbi respiratori.

Ma mentre i soggetti veramente allergici devono eliminare del tutto il cibo incriminato, le persone affette da un’intolleranza possono spesso sopportare piccole quantità dell’alimento o del componente in questione senza sviluppare sintomi. Infatti i sintomi dipendono dall'accumulo della sostanza nell'organismo (sono dose-dipendente).

I test proposti da MedinVita riguardano 24 alimenti diversi e un nuovissimo ed esclusivo test per la sensibilità al glutine. Le analisi si eseguono su siero.

1) TEST DI INTOLLERANZE ALIMENTARI

Test di screening specifico IgG e IgG4 24 alimenti

2) 8 GRAIN SENSIVITY (NCGS TEST)

= test sierologico di screening specifico per i soggetti intolleranti al glutine non celiaci che valuta la risposta sierologica anticorpale a diverse specie cerealicole
La Sensibilità al Glutine Non Celiaca (NCGS) è una sindrome emergente innescata dall'ingestione di alimenti contenenti glutine in pazienti in cui sono stati esclusi sia la malattia celiaca (CD) che l'allergia al grano. Si pensa che la NCGS sia molto  più frequente della CD, raggiungendo probabilmente il 10% nei paesi occidentali. Il 56% dei pazienti affetti da NCGS mostrano una positività alle IgG anti-gliadina (AGA). Soprattutto, la maggioranza dei pazienti NCGS mostra la scomparsa di AGA dopo 6 mesi di dieta priva di glutine, rafforzando l'importanza di questo test sierologico. Tuttavia, non esistono dati sulla sensibilità differenziale dei pazienti con NCGS alle varie specie di cereali che sono tossici nella CD. Questo è il primo test immunoenzimatico per stabilire una sensibilità al glutine differenziale della NCGS. Il test sarà di grande aiuto per gli individui sensibili al glutine per discriminare meglio i cereali davvero tossici da quelli non tossici.

 

TECNICHE DI VALUTAZIONE DEL DANNO AL DNA SPERMATICO

 

1) SPERM CHROMATIN DISPERSION (SCD)

=permette di valutare l'indice di frammentazione del DNA spermatico in termini percentuali. In pratica rappresenta un esame che a differenza della P53 valuta più che altro una fragilità del DNA al colorante che viene usato

OBIETTIVI DELLA TECNICA DI QUANTIFICAZIONE DEL DANNO AL DNA SPERMATICO ATTRAVERSO LA TECNICA DELLO SPERM CHROMATIN DISPERSION TEST

Il dilagare dell’infertilità, soprattutto di quella maschile, pone degli interrogativi  sulla ricerca delle cause. Nonostante il  veloce progresso delle tecniche di fecondazione assistita, le percentuali di gravidanza restano sostanzialmente ferme sugli stessi numeri. Osservazioni sul territorio nazionale mostrano come le aree maggiormente industrializzate siano anche quelle maggiormente colpite dal problema. L’individuazione del danno al DNA delle cellule nemaspermiche chiarisce, in parte, la problematica dell’infertilità maschile.

Studi scientifici, infatti, dimostrano che frequentemente pazienti con alterazioni dei parametri seminali abbiano anche una danno al DNA spermatico, inteso come rottura dei filamenti del DNA.

Il dato ancora più significativo è che anche pazienti con parametri seminali assolutamente normali, quelli che comunemente vengono definiti “Normozoospermici”, possono presentare alterazioni a livello del DNA spermatico. L’identificazione di questo dato è spesso una risposta all’infertilità cosiddetta “idiopatica”.

Gli spermatozoi, quindi, risultano essere delle piccolissime cellule molto sensibili agli insulti esterni (radicali liberi, inquinanti ambientali ecc.), e la loro risposta a tali sollecitazioni esterne può variare  a diversi livelli: concentrazione, motilità, morfologia e danno al Dna.

Le tecniche per l’individuazione del danno al DNA spermatico sono molteplici, ognuna delle quali ha vantaggi e limiti. Uno studio comparativo tra varie tecniche (Chohan et al., Journal Andrology 2006, vol 27, n.1) dimostra che la tecnica più affidabile e sensibile e la SCD Sperm Chromatin Dispersion Test. Tale tecnica si basa sul principio che in seguito a denaturazione e lisi cellulare, il DNA fuoriesce dalla cellula formando caratteristiche anse (loops) che è possibile colorare e visionare al microscopio come un alone colorato intorno alla testa dello spermatozoo. Quando l’alone è molto grande, il DNA è integro e appare in tutta la sua estensione. Viceversa, quando l’alone è molto piccolo o assente, vuol dire che il DNA di quella cellula è rotto in più punti. Il danno viene quantificato in percentuale come numero di cellule con DNA frammentato sul totale. A differenza di altre tecniche che utilizzano strumenti automatici per la lettura del danno al DNA spermatico oppure fluorescenza, dove facilmente può essere preso in considerazione il DNA di altre cellule presenti nell’eiaculato, l’ SCD è estremamente preciso perché, durante la lettura, è visibile la coda dello spermatozoo e pertanto si legge esclusivamente il danno al DNA delle cellule nemaspermiche.

L’individuazione del danno al DNA spermatico risulta importante perché la letteratura scientifica riporta tale danno associato non solo all’infertilità intesa come difficoltà di concepimento, ma anche alla poliabortività, a difetti nello sviluppo embrionale e all’ incremento di tumori in età pediatrica e non.

Si può quindi concludere che lo spermatozoo potrebbe essere la sentinella per l’individuazione di inquinanti ambientali o stili di vita che ne alterano le caratteristiche, nonché per la prevenzione dell’insorgenza di eventuali patologie a breve, medio e lungo periodo, fino alla generazione successiva e che l’SCD è una delle tecniche elettive per l’individuazione di tale danno.

 

2) DOSAGGIO DELLA P53

  = il dosaggio della P53 tramite sistema ELISA, su estratto di DNA dalle teste degli spermatozoi permette invece di valutare e misurare in maniera quantitativa e più precisa in base ai livelli di P53 il grado di danno reale e presente del DNA spermatico ( non la fragilità).